Dante Alighieri, Divina Commedia - Scuola di italiano per Stranieri di Roma - Società Dante Alighieri

Il 1° marzo si è svolta a Palazzo Firenze, per iniziativa del Comitato di Roma e nel quadro delle celebrazioni degli anni danteschi (2015-2021), la presentazione della Divina Commedia, a cura di Giuseppe Antonio Camerino, (3 volumi, pp.1728), Liguori Editore.
Oltre all’autore di questo nuovo commento al poema, sono intervenuti, come relatori, i professori Aldo Onorati e Luca Serianni, vicepresidente della “Dante”, che hanno illustrato con grande competenza e analiticità le caratteristiche del lavoro di Camerino, mettendone in evidenza i pregi di un’alta divulgazione, più che mai necessaria oggi per favorire l’incontro con i grandi classici della letteratura italiana e, in primo luogo con Dante, da parte delle giovani generazioni e, più in generale, di quanti avvertono il bisogno di accostarsi o riaccostarsi ai maestri della nostra cultura.
A riguardo, si riporta di seguito il testo dell’intervento introduttivo del prof. Giovanni Di Peio, presidente del Comitato di Roma.

Il 1° marzo si è svolta a Palazzo Firenze, per iniziativa del Comitato di Roma e nel quadro delle celebrazioni degli anni danteschi (2015-2021), la presentazione della Divina Commedia, a cura di Giuseppe Antonio Camerino, (3 volumi, pp.1728), Liguori Editore. 

Oltre all’autore di questo nuovo commento al poema, sono intervenuti, come relatori, i professori Aldo Onorati e Luca Serianni, vicepresidente della “Dante”, che hanno illustrato con grande competenza e analiticità le caratteristiche del lavoro di Camerino, mettendone in evidenza i pregi di un’alta divulgazione, più che mai necessaria oggi per favorire l’incontro con i grandi classici della letteratura italiana e, in primo luogo con Dante, da parte delle giovani generazioni e, più in generale, di quanti avvertono il bisogno di accostarsi o riaccostarsi ai maestri della nostra cultura.
A riguardo, si riporta di seguito il testo dell’intervento introduttivo del prof. Giovanni Di Peio, presidente del Comitato di Roma.


L’incontro di questa sera assume un significato particolare per noi della “Dante” e, ne sono sicuro, per tutti voi che avete accolto così numerosi l’invito ad intervenire.
Le presentazioni delle novità editoriali, saggi, opere di narrativa, raccolte di poesie, incontri con l’autore, sono uno dei filoni in cui si articolano le nostre attività culturali nella Capitale e, ogni volta, registriamo il notevole interesse dei soci e degli invitati nei confronti dell’opera proposta.
Ma quella di oggi supera di diritto ogni presentazione precedente, perché ci stiamo accingendo a presentare addirittura un nuovo commento alla Divina Commedia, commento il cui autore è il prof. Giuseppe Antonio Camerino al quale porgo il più cordiale benvenuto e le felicitazioni per avere potuto e saputo portare brillantemente a termine un lavoro così impegnativo, anzi il lavoro più impegnativo, una sorta di prova-principe, che uno specialista di letteratura italiana e dantista possa decidere di affrontare.
Progettare ed eseguire un nuovo commento alla Divina Commedia significa per uno studioso accettare una doppia sfida: prima di tutto quella con se stesso, con le proprie conoscenze e competenze, ma anche con le proprie energie psichiche ed intellettuali e con il tempo nel quale è stata organizzata la sua esistenza fino a quando ha cominciato l’impresa, con la consapevolezza che da quel momento in avanti quella organizzazione non reggerà, perché il Commento diventerà sempre più padrone della sua vita; l’altra è, poi, con l’immensa grandezza del “poema sacro”.
I professori Aldo Onorati e Luca Serianni e l’autore stesso entreranno nel merito dell’opera e ne illustreranno le caratteristiche, ma prima di concludere questa mia breve introduzione, vorrei evidenziare la destinazione primaria del Commento e l’elemento che lo distingue dagli altri.
Come l’autore stesso segnala all’inizio della premessa, questo nuovo commento alla Commedia è rivolto prevalentemente agli studenti delle scuole medie superiori e delle università e ciò, lasciatemelo dire, è il suo primo titolo di merito, perché il lavoro pluriennale del prof. Camerino è stato ispirato proprio dall’intento di fornire alle giovani generazioni, le quali amano Dante e comunque ne sentono il fascino (una pluridecennale esperienza didattica mi consente di affermarlo), un percorso di avvicinamento e uno strumento di comprensione del capolavoro dantesco, che uniscono una sicura garanzia scientifica ad un’encomiabile volontà di mediazione, la quale si realizza, in primo luogo, attraverso «una parafrasi integrale del poema […]condotta – sempre con studio e attenzione – verso dopo verso e parola dopo parola: un’impresa che ha richiesto un lungo lavoro e soprattutto molta cura linguistica e filologica, per mantenere fino a un estremo limite possibile, l’ordine originario dei periodi e per restituire soluzioni semanticamente equivalenti alle innumerevoli parole che nel corso dei secoli hanno di molto trasformato o del tutto smarrito i peculiari, originarî significati danteschi; significati imprescindibili dalla cultura e dalla civiltà del Medio Evo» (Inf. Premessa, p. 1).
Poi c’è anche tutto il resto, secondo la più moderna tradizione esegetica del poema, ma questa parafrasi è ciò che privilegia il commento di Camerino ed è anche, con tutto il lavoro e la fatica ad esso sottesi, davvero “verso dopo verso e parola dopo parola”, il migliore omaggio che un dantista potesse rendere al divino poeta, soprattutto in questi anni danteschi, tra il 2015, 750° anniversario della sua nascita, e il 2021, settimo centenario della morte.

Questa sera condividiamo con Camerino l’omaggio al poeta eponimo della nostra Società.