C’era una volta la macchina da scrivere: la Olivetti nella vita degli italiani - Scuola di italiano per Stranieri di Roma - Società Dante Alighieri

Martedì 18 ottobre 2016 ore 17.00

In occasione della XVI Settimana della Lingua Italiana nel mondo indetta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dedicata a“ L’italiano e la creatività: marchi e costume, moda e design”, Giovanni Di Peio terrà una conversazione sul tema “C’era una volta la macchina da scrivere: la Olivetti nella vita degli italiani”.

L’argomento è stato scelto per rendere omaggio ad un oggetto e ad un marchio, la Macchina da scrivere Olivetti, che sono entrati a far parte della vita e della memoria degli italiani, uomini e donne, e che sono il frutto di un’impresa sviluppatasi nel segno della creatività, dell’innovazione, della perfezione tecnica, della bellezza, del rispetto per il lavoro.

Oggi la macchina da scrivere è un oggetto di modernariato: esemplari delle diverse marche vengono offerti su internet ai collezionisti o venduti nei mercatini rionali o, addirittura, esposti nei musei del Novecento. La famosa “Olivetti Lettera 22”, così cara a scrittori e giornalisti come Montanelli, Biagi, Marchi, è nella collezione permanente del MoMa di New York ed è una delle icone del design italiano.
Ciò significa che da quando fu brevettata dall’americano Christopher Sholes negli anni Sessanta dell’Ottocento agli anni Ottanta del Novecento, che segnarono l’avvento dell’elettronica e la sua applicazione alle macchine di ufficio (scrittura, calcolo, elaborazione dati), la macchina da scrivere ha avuto un’esistenza relativamente breve ma, in compenso, è entrata, davvero, a far parte della vita individuale e sociale delle persone, uomini e donne, per le accresciute opportunità di lavoro, specialmente femminile, che ha offerto, e come strumento insostituibile di scrittura e di studio.