Presentazione del saggio di Aldo Onorati alla ‘Dante’ di Roma - Scuola di italiano per Stranieri di Roma - Società Dante Alighieri

Mercoledì 27 aprile 2016

Spirituali e Conventuali, l’estremizzazione del dettato evangelico da parte di Matteo d’Acquasparta (amico di Bonifacio VIII, Cardinale e uomo propenso a non vietare alla Chiesa la ricchezza) e – all’opposto – da parte di Ubertino da Casale, che voleva una povertà assoluta come segnacolo della Chiesa e dei suoi ministri. Dante era per il “giusto mezzo”, ma la situazione dell’epoca non giustifica in pieno la scelta dell’Alighieri di cantare solo la povertà del Patrono d’Italia. Così Onorati ha elencato molti esempi di suscitatori di energie spirituali messi da Dante in Paradiso, ammirando la loro scelta mistica lontana dalla dovizia dei beni. Inoltre, la Lupa – che simboleggia l’avidità, causa prima di tutti i mali – è la bestia che fa perdere al Poeta, nella Selva Oscura, la speranza della salvezza, ma “verrà il Veltro a detronizzarla, a rimetterla nell’Inferno, il Veltro che amerà la giustizia e la povertà”. Insomma, la scelta di isolare, fra le virtù innumerevoli del santo d’Assisi, unicamente la ‘paupertas’, e di renderla allegoricamente la sposa di Francesco che la portò a nozze dopo una vedovanza durata più di mille anni (era stata sposa di Cristo), fa pensare giustamente a san Francesco come a un ‘alter Cristus’ e alla povertà quale mezzo di salvazione evangelica della nuova Età dello Spirito (come preannunciato da Gioachino da Fiore).

Cosa molto singolare, e forse commovente, questa: l’undicesimo canto del Paradiso, il canto in oggetto, è stato letto da due giovani studenti di Italiano: l’australiana Vanessa Folin e il cinese Rui Zhang. Il saluto iniziale è stato dato ai presenti dal segretario generale della Società Dante Alighieri, il prof. Alessandro Masi. Ha coordinato la prof.ssa Lucia Caratale, vice presidente del Comitato di Roma della Dante stessa. È seguito un interessante dibattito.

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